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lunedì 12 novembre 2012

Questo non è caffè bruciacchiato

Provate a entrare in qualunque locale di Pavullo. Pizzerie, bar, ma anche appartamenti privati. Guardatevi intorno ed eccolo lì - c'è un Covili. 
Stile unico, inconfondibile. Attenzione, non sto parlando del Covili defunto, quello dei contadini con le manone enormi. Dico Daniele Covili, giovane pittore pavullese dalla produzione infinita, le cui opere si sono diffuse per tutta la provincia.
Poliedrico, multiforme: ritratti, quadri astratti, composizioni surrealiste, paesaggi, arte pop. Può cimentarsi in qualunque stile, ma c'è sempre la sua mano, il suo colore, la sua personalità unica.
Entrate nel suo atelier e vi si apre un mondo. Sembra di respirare il profumo delle soffitte di una Parigi anni '30.
Fategli raccontare un suo quadro e vi sembrerà di camminarci dentro, di vedere uno scorcio del pianeta che fino ad oggi vi era passato inosservato - quella caffettiera annerita nella cucina della nonna a cui non facevate più caso, ma che Cov vi ha messo in primo piano, descrivendovela come qualcosa di speciale e irripetibile.

Sono molto felice di poter ospitare le opere di Daniele Covili a Emilia Ruvida. Alcune sono nuove, fatte per l'occasione. L'inaugurazione è sabato 17 novembre, dalle 17 alle 21.
Non venire significa continuare ad ignorare la caffettiera della nonna. E chissà cos'altro.



lunedì 15 ottobre 2012

Storia di sette giorni.

Sembra incredibile, ma è solo una settimana.
Le 500 persone all'inaugurazione (si può dire 500? 2000 bicchieri di plastica andati. Pol ne avrà usati 20, altri zero. Diciamo 500 persone).
I professoroni inglesi che comprano i cd di Ravera, Kheyre e Kaos India.
L'idolo, il nuovo vero idolo ufficiale di Modena, che compra tutti i quadri della Paola, così - di botto.
Gli Eva. "Ciao, ci piacerebbe suonare qui" - Quando? - "Anche stasera" - Va bene, suonate tra mezz'ora. E via col concerto.
Le letture di Henry Miller e Melissa P.
La gente, gli artisti. Mail che devo ancora leggere, la mole di telefonate - io che adesso ricarico pure il telefono. Le bottiglie di vino - tutte le bottiglie di vino.
Sembra incredibile, ma è solo una settimana.
Un grazie a tutti, di cuore. Non mi aspettavo così tanta passione. Siete da lacrime.


P.s.:
Scena - invito una signora di mezza erà a entrare nel negozio.
"Signora, venga a vedere i quadri".
"Nun me piace".
"Cosa, i quadri? Ma li ha visti?"
"No, ma non me piace sta cosa dei quadri".
"Abbiamo anche dei libri. Le piacciono i libri?"
"Nun me piace".
"E la musica? Abbiamo dei cd, ascolterà la musica".
"Nun me piace".
"Ma forse ha solo letto i libri sbagliati, ascoltato la musica sbagliata".
"Ho visto la roba migliore e nun me piace".




sabato 22 settembre 2012

Circolo polare emiliano


Che ieri si è conosciuto Govind della New Model Label, etichetta discografica molto cool, traducibile come figa, cazzuta, bella lì.
Ci ha regalato tutti sti cd, che per ascoltarli stasera non esco - stasera è sabato, ma il mio vero sabato è stato ieri, quindi è come dire che oggi è domenica e insomma, non uscire di domenica non è poi così da sfigati.
Subito mi balzano agli occhi, alle orecchie e al cuore i Lips Against The Glass, che ovviamente troverete in negozio.
Vivono a Bologna, ma sembrano rinchiusi in quei sei mesi dove è sempre notte. E io a Bologna ci ho studiato per anni (troppi), ma sei mesi di buio non li ho mai visti. Per loro invece è così: sei mesi, più altri sei, più altri sei. Sempre notte.
Dev'essere uno scherzo della latitudine perché come dice il proverbio la latitudine è pazza, la longitudine non è una mazza. Penso di averlo letto nei Malavoglia.


venerdì 3 agosto 2012

Cosa c'è in negozio - Settembre non tornerà

"Ma non dovevi scrivere quel libro sulle avventure in Africa, quello su tuo nonno?"
“Ho cambiato idea. Voglio scrivere qualcosa che riguardi soltanto cose accadute a me. Fatti concreti, semplici, senza pretese. Scriverò cose reali, mi sono stancato della metafisica, ne ho abbastanza del surreale. Esperienze piccole, vere, senza eroismi”.
È lo stesso autore a recensirsi, nell’ultimo capitolo di questo libro di storie, apparentemente strane e scollegate, ma unite dall’idea che spesso sono piccoli eventi quotidiani, quasi normali, a formare una personalità e a dare forma ad un sogno.
Nicolò Gianelli, giovane autore modenese, intreccia fantasia e realtà, ricordi e proiezioni future, rimorsi e desideri in sette capitoli che coprono l’arco temporale di un anno denso di cambiamenti. Un giovane laureando, aspirante regista, vince un premio ed uno stage pressolo Studio Universal.
Si allontana dalla sua pianura e si ritrova catapultato nella stimolante e frenetica capitale per iniziare ed allo stesso tempo consolidare la sua esperienza dietro la macchina da presa.
Il rientro in Emilia inizialmente sembra essere un ritorno alla “piattezza” del quotidiano. Si rivela invece la scoperta di una nuova dimensione, quella degli affetti familiari, dei luoghi e degli episodi del passato che si ripresentano come chiave di lettura del presente ed a volte anche del futuro più prossimo. Un viaggio introspettivo tra aspirazioni, ricordi, riflessioni e situazioni, raccontato in prima persona dall’autore in modo semplice e diretto, a volte con tono gergale, che non nasconde la costante nota autobiografica. Anche il titolo “Settembre non tornerà” è in realtà un elemento autobiografico: unisce infatti il titolo di una canzone che ha fatto da colonna sonora alle avventure dello scrittore e le considerazioni rispetto a quel tratto di vita che ci racconta in questo romanzo.
Gli spostamenti in treno da un luogo all’altro sono sempre presenti nel romanzo e sono spesso la nota iniziale delle storie: stimolano l’autore a ricordare, a riflettere ed a raccontare.
La narrazione lascia molto spazio all’immaginazione del lettore: le parole lo accompagnano nella figurazione di ambienti, personaggi e paesaggi, anche se i lettori emiliani saranno facilmente condizionati dalla conoscenza del territorio. Lo spazio dedicato ai pensieri, riportati sempre schiettamente è ciò che trasforma fatti e scene sullo sfondo della quotidianità in elementi salienti e pieni di significato.

Recensione di Sara Aleotti sulla rivista EBN

Settembre non tornerà - Nicolò Gianelli, 12 euro.